settembre 20, 2025
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Da sempre artista fuori dagli schemi e libera dentro, Nada Malanima ha vissuto il suo ultimo quarto di secolo nei panni di icona del nostro rock indipendente-alternativo. Dopo quel DOVE SEI SEI prodotto da Mauro Pagani che nel 1999 era stato il suo ultimo, brillante disco major, la cantautrice toscana ha avviato un percorso tutto suo, all’insegna di un rock-pop non canonico e, al di là dei testi in italiano, dal respiro internazionale, grazie anche alla stretta collaborazione con John Parish, storico collaboratore di PJ Harvey. 

È la quarta volta che l’eclettico musicista britannico l’ha prodotta e i risultati sono stati importanti; non è certo ima novità, ma in questo caso il mensile «Mojo» si è sbilanciato, citando come termini di paragone non solo la Harvey, ma anche le più recenti versioni di Marianne Faithfull e Franose Hardy. 

 

Si può esserne orgogliosi, ma associare Nada ad altre significa far torto a una personalità impetuosa che si esprime in un songwriting magnificamente imprevedibile (a partire da versi qua e là surreali), in interpretazioni canore delicatamente ruvide, in una genuinità di approccio dalla quale è arduo non essere conquistati o almeno intrigati: qualità che in NITRITO- insusuale pure nel titolo - emergono più che mai prorompenti. 

 

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