"Brivido caldo", è la loro canzone presentata al Festival di Sanremo nel 2000 e classificata al terzo posto dalla giuria popolare. Ed è anche il titolo del loro Cd: ce ne parlano i quattro componenti camminando per Bordighera, sulla Riviera Ligure, dove vive Giancarlo Golzi, il batterista
Li avevamo ritrovati, al Festival di Sanremo, nel febbraio 2000, dopo un silenzio di quasi due anni. Ma Giancarlo Golzi, anima e cuore dei Matia Bazar dal 1975, senza far parlare la sua batteria non ci sta troppo a lungo. Nella formazione storica dei Matia ci arrivò per ultimo, ma non li ha più lasciati. «Io suonavo in una band dal nome altrettanto singolare», ricorda, «Il Museo Rosembach. Loro si chiamavano già Matia Bazar e cercavano un batterista. È cominciata così». E non è mai finita, pur fra abbandoni, pause di riflessione, ritorni. Come quello di Piero Cassano, fondatore e autore storico del gruppo, che aveva lasciato all'inizio degli Anni 80. E al quale si è riavvicinato purtroppo in una triste occasione: la lunga malattia e la scomparsa di un altro simbolo dei Matia, Aldo Stellita. «Non ce stato bisogno di troppe parole», dice Cassano, «con Giancarlo è bastato uno sguardo per rimetterci insieme». Ed eccoli i nuovi Matia Bazar: Piero Cassano (compositore e tastierista), Giancarlo Golzi (autore e batterista), Silvia Mezzanotte (voce solista) e Fabio Perversi (arrangiatore e polistrumentista): un 50% di storia e un altro 50% pronto a scriverne un nuovo pezzo.
«Brivido caldo», la canzone presentata a Sanremo, è ora un album con quattro pezzi «storici» del gruppo riarrangiati o, come ama dire Golzi, «lucidati», e altri otto inediti. E allora parliamone subito, seguendone l'ordine di esecuzione. «Brivido caldo»: «È il brano», spiega Golzi, «del nostro ritorno. L’arma vincente rimane sempre una grande canzone e questa è piaciuta subito. La giuria popolare del Festival ci ha classificati al terzo posto e ogni volta che la eseguiamo abbiamo la conferma di questo consenso. La scorsa settimana, in piazza San Carlo a Torino, quasi 8.000 persone l’hanno cantata con noi. Divertiti ed emozionati, siamo andati avanti a cantarla con loro per almeno dieci minuti».
«Vorrei averti qui»: «È una canzone nata per far scoprire», continua Golzi, «lo sviluppo vocale di Silvia. Un brano molto ritmato, fra la tradizione dei Adatta e il nuovo».
«Non abbassare gli occhi»: «Giancarlo ha Covato un testo scritto da Aldo nel ’96», spiega Cassano, «e io ci ho saitto sopra la musica. Non è un’operazione semplice: di solito si fa il contrario. La canto insieme a Silvia e credo sia di grande impatto emotivo, piena di pathos». «Alla vigilia del Festival», aggiunge Golzi, «ci era venuta una mezza idea di portare questa canzone a Sanremo, ma poi abbiamo ritenuto che “Brivido caldo” fosse più adatta per ripresentare il gruppo. Abbiamo fatto bene, ma “Non abbassare gli occhi” è sicuramente una delle canzoni più importanti dell'album».
«Solo tu»: «È il primo brano, nel nuovo Cd, del nostro repertorio storico lucidato a nuovo», precisa Golzi. «Ed è anche la prima canzone», aggiunge Cassano, «che ci ha fatto conoscere all’estero. Era l’estate del '77 e l’anno dopo, solo in Francia, vendette oltre un milione di copie». «Tu dove sei»: «È il regalo», dice Golzi, «che Carlo (Marrale, altro elemento storico dei Matia Bazar che ha lasciato nel '98, ndr) ha voluto fare a noi e ad Aldo. Lo ringraziamo».
«Aspettando te»: «La mia canzone preferita», interviene Silvia, «è la mia storia: dopo tanti tentativi aspettavo qualcuno che mi poi-tasse da qualche parte: loro lo stanno facendo ed è bellissimo». «Fuori da tutto»: «Io vivo a Bordighera», spiega Golzi, «Piero a Civenna, nel Comasco, Silvia a Castelfranco Emilia, nel Modenese. Solo Fabio, che è milanese, è abituato al traffico. Noi no e il testo di questa canzone è nato proprio in una delle tante lunghe code nelle quali ci siamo trovati intrappolati fra Milano, Monza e Vimodrone dove abbiamo registrato l’album». «Vacanze romane»; «Altro pezzo storico dei Matta», interviene Perversi, «del quale abbiamo cercato di mantenere intatta l’atmosfera, ma arricchendola di suoni diversi». «Finirà questa notte»; «Sulla musica di Piero», dice Golzi, «è stato davvero bello e stimolante per me lavorare con altri due autori, Giuseppe Andreetto e Stefano Piro, il cantante dei Lythium, il gruppo che quest’anno ha vinto l’Accademia della canzone di Sanremo e ha partecipato al Festival vincendo il Premio della critica per i Giovani. Piro è un elemento davvero interessante, come autore e come interprete: spero che questa collaborazione continui. «Ti sento»; « Un brano che rappresenta un’altra tappa fondamentale nella storia dei Matta», dice Silvia Mezzanotte, «e al quale, come per tutti gli altri, mi sono accostata con grande rispetto».
«Un giorno d'aprile»: «È un brano da palco», spiega Cassano, «da suonare e cantare con il pubblico di fronte. Una canzone con la quale ci ritroviamo perfettamente nella nostra dimensione: quella di gruppo». «Cavallo bianco»; «Altro pezzo della storia del gruppo», ricorda Golzi, «però è anche la canzone che ci ha fatto scoprire Silvia. Ci avevano segnalato che era nel suo repertorio, l’abbiamo sentita e... eccola qui», E proprio a Silvia è dedicato l’ultimo titolo dell’album: « Sissy», un brano solo strumentale, «perché è lei», dicono i «suoi» tre uomini in coro, «la nostra principessa Sissy ». Un album che è pure in programma un lancio del disco sui mercati francese e tedesco e una versione in spagnolo. Il (Matia) Bazar della musica non ha confini...
Daniele Soragni
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