novembre 10, 2025
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"Brivido caldo", è la loro canzone presentata al Festival di Sanremo nel 2000 e classificata al terzo posto dalla giuria popolare. Ed è anche il titolo del loro Cd: ce ne parlano i quattro componenti camminando per Bordighera, sulla Riviera Ligure, dove vive Giancarlo Golzi, il batterista

Li avevamo ritrovati, al Festival di San­remo, nel febbraio 2000, dopo un si­lenzio di quasi due anni. Ma Giancar­lo Golzi, anima e cuore dei Matia Bazar dal 1975, senza far parlare la sua batteria non ci sta troppo a lungo. Nella formazione storica dei Matia ci arrivò per ultimo, ma non li ha più lasciati. «Io suo­navo in una band dal nome altrettanto singolare», ricorda, «Il Museo Rosembach. Loro si chiamavano già Matia Bazar e cercavano un batterista. È co­minciata così». E non è mai finita, pur fra abbandoni, pause di ri­flessione, ritorni. Come quello di Piero Cassano, fondatore e au­tore storico del gruppo, che ave­va lasciato all'inizio degli An­ni 80. E al quale si è riavvici­nato purtroppo in una triste occasione: la lunga malat­tia e la scomparsa di un al­tro simbolo dei Matia, Al­do Stellita. «Non ce sta­to bisogno di troppe pa­role», dice Cassano, «con Giancarlo è ba­stato uno sguardo per rimetterci insieme». Ed eccoli i nuovi Matia Bazar: Pie­ro Cassano (composi­tore e tastierista), Giancarlo Golzi (autore e batterista), Silvia Mez­zanotte (voce solista) e Fabio Perversi (ar­rangiatore e polistrumentista): un 50% di sto­ria e un altro 50% pronto a scriverne un nuo­vo pezzo.

 

«Brivido caldo», la canzone pre­sentata a Sanremo, è ora un album con quat­tro pezzi «storici» del gruppo riarrangiati o, come ama dire Golzi, «lucidati», e altri otto inediti. E allora parliamone subito, seguen­done l'ordine di esecuzione. «Brivido caldo»: «È il brano», spiega Golzi, «del nostro ritorno. L’arma vincente rimane sempre una grande canzone e questa è piaciuta subito. La giuria popolare del Festival ci ha classificati al terzo posto e ogni vol­ta che la eseguiamo abbiamo la conferma di questo consenso. La scorsa settimana, in piazza San Carlo a Torino, quasi 8.000 perso­ne l’hanno cantata con noi. Diver­titi ed emozionati, siamo andati avanti a cantarla con loro per al­meno dieci minuti». 

«Vorrei aver­ti qui»: «È una canzone nata per far scoprire», continua Golzi, «lo sviluppo vocale di Silvia. Un brano molto ritmato, fra la tradizione dei Adatta e il nuovo». 

 

«Non abbassa­re gli occhi»: «Giancarlo ha Co­vato un testo scritto da Aldo nel ’96», spiega Cassano, «e io ci ho saitto sopra la musica. Non è un’o­perazione semplice: di solito si fa il contrario. La canto insieme a Sil­via e credo sia di grande impatto emotivo, piena di pathos». «Alla vi­gilia del Festival», aggiunge Golzi, «ci era venuta una mezza idea di portare questa canzone a Sanremo, ma poi abbiamo ritenuto che “Bri­vido caldo” fosse più adatta per ri­presentare il gruppo. Abbiamo fat­to bene, ma “Non abbassare gli oc­chi” è sicuramente una delle can­zoni più importanti dell'album». 

«Solo tu»: «È il primo brano, nel nuovo Cd, del nostro repertorio sto­rico lucidato a nuovo», precisa Golzi. «Ed è anche la prima can­zone», aggiunge Cassano, «che ci ha fatto conoscere all’estero. Era l’e­state del '77 e l’anno dopo, solo in Francia, vendette oltre un milione di copie». «Tu dove sei»: «È il re­galo», dice Golzi, «che Carlo (Marrale, altro elemento storico dei Matia Bazar che ha lasciato nel '98, ndr) ha voluto fare a noi e ad Aldo. Lo ringraziamo». 

 

«Aspet­tando te»: «La mia canzone prefe­rita», interviene Silvia, «è la mia storia: dopo tanti tentativi aspetta­vo qualcuno che mi poi-tasse da qualche parte: loro lo stanno fa­cendo ed è bellissimo». «Fuori da tutto»: «Io vivo a Bordighera», spiega Golzi, «Piero a Civenna, nel Comasco, Silvia a Castelfranco Emilia, nel Modenese. Solo Fabio, che è milanese, è abituato al traffi­co. Noi no e il testo di questa canzone è nato proprio in una del­le tante lunghe code nelle quali ci siamo trovati intrappolati fra Milano, Monza e Vimodrone dove abbiamo registrato l’al­bum». «Vacanze romane»; «Altro pezzo storico dei Matta», interviene Perversi, «del quale abbiamo cercato di mantenere intatta l’atmosfera, ma arric­chendola di suoni diversi». «Fi­nirà questa notte»; «Sulla musica di Piero», dice Golzi, «è stato davvero bello e stimolan­te per me lavorare con altri due autori, Giuseppe Andreetto e Stefano Piro, il cantante dei Lythium, il gruppo che que­st’anno ha vinto l’Accademia della canzone di Sanremo e ha partecipato al Festival vincen­do il Premio della critica per i Giovani. Piro è un elemento davvero interessante, come au­tore e come interprete: spero che questa collaborazione continui. «Ti sento»; « Un brano che rap­presenta un’altra tappa fondamentale nella storia dei Matta», dice Silvia Mezzanotte, «e al quale, come per tutti gli altri, mi sono accostata con grande ri­spetto». 

 

«Un giorno d'aprile»: «È un brano da palco», spiega Cassano, «da suonare e canta­re con il pubblico di fronte. Una canzone con la quale ci ritro­viamo perfettamente nella no­stra dimensione: quella di grup­po». «Cavallo bianco»; «Altro pezzo della storia del gruppo», ricorda Golzi, «però è anche la canzone che ci ha fatto scopri­re Silvia. Ci avevano segnalato che era nel suo repertorio, l’ab­biamo sentita e... eccola qui», E proprio a Silvia è dedica­to l’ultimo titolo dell’album: « Sissy», un brano solo stru­mentale, «perché è lei», dicono i «suoi» tre uomini in coro, «la nostra principessa Sissy ». Un album che è pure in pro­gramma un lancio del disco sui mercati francese e tedesco e una versione in spagnolo. Il (Matia) Bazar della musica non ha confini...

Daniele Soragni 

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