Gaia Banfi è nata a Milano e da anni vive a Bologna, ma nel suo nuovo album risuonano i contrasti, le ombre e i segreti di Genova, città dove ha passato l’infanzia. È nei saliscendi sonori, nel rumore del mare; è in questi brani che sembrano carruggi oscuri in cui perdersi volontariamente.
La voce calda e ammaliante di Gaia si fonde agli arpeggi acustici; vocalizzi e percussioni dal respiro antico incontrano synth acidi, ripetitivi e atmosfere rituali. Evidente l’influenza di Daniela Pes, a volte troppo.
Il talento c’è, la bravura anche, e molta: l’invito è quello a esplorare una forma che la distingua, perché - ad esempio dalla scrittura dei testi e dall’uso evocativo dei campionamenti ambientali - è evidente che in Gaia brilla qualcosa di unico.
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