Uno dei tanti gruppi emersi nel periodo d'oro del prog italiano con un ottimo album nel 1973, ma poi spariti dalla scena fino al secondo disco del 2012. Il terzo giunge al termine di una lunga gestazione conclusasi con la scomparsa del chitarrista e fondatore Guido Wassermann, che ha lasciato il testimone nelle mani del tastierista Pietro Pellegrini. L’album non racconta niente d’innovativo, ma è suonato e cantato (dall’esperto Franco Giuffrida) in maniera impeccabile.
Tre quarti d’ora di prog come si deve, senza virtuosismi inutilmente ostentati, ma con piacevoli cavalcate ritmiche e apprezzabili interventi di Hammond e chitarra acustica. In certi passaggi strumentali sembra di sentire nobili influenze: Pink Floyd {Pista 6), Gentle Giant {Flashback) e Genesis {Wormhole).
Piacevolissimo.
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