Una chitarra acustica disegna cerchi in aria e una voce esile e dolce, raggiunta da una viola dal tono grave, invita a riprendersi spazio vitale: “Ferma, respira, guarda fisso, trova un punto/Salici si muovono lenti, seguili”. Questo suo secondo è un disco arpeggiato, sussurrato, incorniciato da archi celestiali, suggestivi e fiati evocativi.
Il fulcro sono proprio il canto e la chitarra, che cambia vesti con lo scorrere delle canzoni, tra gjrìjangleggianti o più deliziosamente unplugged, ritmi in levare che odorano di bossa e suoni sintetici che sanno di plinkerpop. La scrittura è fantasiosa, essenziale ma zeppa di immagini, a tratti “impressionista” o giocata sul filo dell’assurdo. Un album delicato, composto e arrangiato con Fausto e Saverio Cigarini e prodotto con Marco Giudici.
Barbara Santi (RUMORE)
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